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14 Agosto 2025 Lavori Domestici

Come Pulire le Alette di un Condizionatore

La pulizia delle alette di un condizionatore è spesso trascurata, eppure proprio queste sottili lamelle metalliche sono decisive per l’efficienza complessiva dell’apparecchio. Sia sullo scambiatore interno, dove avviene l’assorbimento del calore dall’ambiente, sia sullo scambiatore esterno, deputato alla sua dispersione, le alette aumentano enormemente la superficie di contatto con l’aria. Quando polvere, pollini, unto da cucina o residui inquinanti si depositano fra di esse, il flusso d’aria rallenta, lo scambio termico cala e il compressore è costretto a lavorare più a lungo. Ne derivano consumi energetici superiori, maggiore usura dei componenti, rumorosità in aumento e, non di rado, cattivi odori. In un arco di anni tutto questo può tradursi in guasti prematuri o nella necessità di sostituire l’intero apparecchio molto prima del tempo. Comprendere che una buona pulizia delle alette non è un vezzo, bensì un vero investimento nella longevità del climatizzatore, aiuta a inserire quest’operazione fra le abituali cure stagionali dell’impianto.

Indice

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  • Comprendere le alette: evaporatore e condensatore
  • Preparazione dell’ambiente di lavoro
  • Spegnimento e sicurezza elettrica
  • Accesso al pannello e individuazione delle alette
  • Selezione degli strumenti e dei detergenti idonei
  • Procedura di pulizia delle alette interne
  • Procedura di pulizia delle alette esterne
  • Asciugatura e rimontaggio
  • Test finale e verifica dell’efficienza
  • Manutenzione periodica e prevenzione dei problemi

Comprendere le alette: evaporatore e condensatore

Nel linguaggio comune si parla di “alettature” al singolare, ma in realtà ogni climatizzatore split, portatile o monoblocco possiede due batterie alettate. Il pacco lamellare posto all’interno dell’abitazione è lo scambiatore evaporante: qui il refrigerante, espandendosi, assorbe calore dall’aria che viene fatta passare fra le alette, raffrescandola e deumidificandola. All’esterno si trova invece lo scambiatore condensante: in questo punto il gas compresso cede il calore raccolto e torna allo stato liquido. Entrambe le batterie funzionano al meglio quando l’aria le attraversa senza ostacoli; discostandosi di pochi millimetri, le lamelle sottili possono piegarsi, e l’accumulo di sporco le rende quasi impermeabili al flusso. Solo mantenendole dritte e pulite si preservano le prestazioni originarie dichiarate dal costruttore. Per questo, prima di intervenire, occorre riconoscere a colpo d’occhio quale delle due batterie si stia trattando e regolare di conseguenza la delicatezza dei gesti: l’evaporatore è più vulnerabile a piegature e corrosione, mentre il condensatore tollera strumenti leggermente più rigidi ma subisce lo smog cittadino.

Preparazione dell’ambiente di lavoro

Pulire le alette non è un’operazione da improvvisare fra una telefonata e l’altra: richiede spazio libero, luce adeguata e possibilità di sporcarsi senza timore di macchiare pavimenti o pareti. È consigliabile aprire le finestre se si opera sullo split interno, in modo da favorire l’evacuazione di polvere e detergenti nebulizzati. Sul pavimento conviene stendere un telo impermeabile o alcuni fogli di cartone che raccolgano l’umidità e i residui che inevitabilmente cadranno. All’esterno, invece, può rendersi utile schermare con un pannello di plastica la parete retrostante l’unità per evitare schizzi d’acqua o di prodotto chimico sulla facciata. Una torcia a fascio concentrato, fissata con un supporto flessibile, permette di scorgere lo sporco annidato in profondità fra le lamelle; al tempo stesso un piccolo specchio da meccanico consente di verificare l’uniformità della pulizia senza dover assumere posizioni scomode. La preparazione accurata dell’area di lavoro riduce i tempi totali dell’operazione e limita i rischi di incidenti domestici.

Spegnimento e sicurezza elettrica

Prima di avvicinarsi alle parti interne di un climatizzatore è indispensabile interrompere l’alimentazione elettrica. Molte unità interne permettono di disattivare la sola elettronica tramite il telecomando, ma resta comunque in tensione la morsettiera di alimentazione. È quindi più prudente togliere corrente dall’interruttore magnetotermico dedicato o, se non presente, dal differenziale generale dell’abitazione. Il condizionatore va lasciato a riposo qualche minuto, in modo che il ventilatore si arresti completamente e il refrigerante si equilibri nel circuito. Talvolta si avverte ancora un lieve sibilo: è perfettamente normale. Se si lavora sull’unità esterna, conviene attendere che il compressore abbia smesso di vibrare; in questo modo si evita di mettere le mani su componenti eventualmente ancora caldi. Indossare guanti isolanti e occhiali protettivi protegge da tagli indesiderati, schizzi di detergente e graffi dovuti a lamelle sottili e affilate.

Accesso al pannello e individuazione delle alette

Gli split moderni sono progettati per rendere facile la rimozione del filtro aria, che va pulito molto più spesso delle alette. Sollevando il frontalino, però, si ottiene soltanto una vista parziale della batteria. Per pulirla in profondità occorre rimuovere il guscio frontale o sganciare l’intero carter, a seconda del modello. Questa operazione può sembrare intimidatoria, ma i manuali d’uso spesso illustrano con chiarezza i punti di aggancio. Una volta esposto lo scambiatore, le alette appaiono come una serie di sottilissime lamelle in alluminio, fittamente distanziate. Osservandole in controluce è facile riconoscere le zone più ostruite, dove la polvere forma un velo grigiastro. Sull’unità esterna la procedura è analoga: si svitano i pannelli di protezione e si accede al condensatore, talvolta disposto su due lati per aumentare la superficie utile. Anche qui un esame visivo rivela l’entità della sporcizia e la presenza di eventuali lamelle piegate da grandine o urti accidentali.

Selezione degli strumenti e dei detergenti idonei

Uno strumento errato può danneggiare irrimediabilmente le alette. Il pennello largo, a setole morbide, è perfetto per sollevare lo strato superficiale di polvere senza piegare il metallo. Un erogatore a pressione, simile a quelli usati in giardinaggio, consente di nebulizzare acqua tiepida mista a detergente specifico per scambiatori, scelto con ph neutro o leggermente alcalino per sciogliere grasso e nicotina senza intaccare l’alluminio. Chi possiede una pompa a vapore deve assicurarsi che la temperatura non superi i valori consigliati dal produttore, poiché sbalzi termici eccessivi possono deformare i materiali plastici vicini alle lamelle. Per raddrizzare alette piegate esistono pettini calibrati, ma richiedono pazienza e mano delicata. Detergenti aggressivi, contenenti ammoniaca o cloro, vanno evitati: oltre a corrodere l’alluminio, rilasciano vapori nocivi quando l’impianto torna in funzione. Una bottiglia d’acqua demineralizzata per il risciacquo finale previene la formazione di aloni biancastri dovuti agli ioni di calcio contenuti nell’acqua di rubinetto.

Procedura di pulizia delle alette interne

Per iniziare è utile inumidire leggermente la superficie con uno spruzzo d’acqua, così da ammorbidire la polvere e limitare il suo sollevamento nell’aria. Procedendo dall’alto verso il basso, si passa il pennello in movimenti verticali, seguendo il verso delle lamelle; così facendo si riduce la pressione trasversale che potrebbe piegarle. Quando la sporcizia superficiale è stata rimossa, si nebulizza il detergente scegliendo un getto a ventaglio ampio ma non violento; la schiuma penetra fra le alette, scioglie il grasso e trascina con sé i residui organici. Dopo alcuni minuti di posa si risciacqua con acqua a bassa pressione, controllando che il liquido defluisca nella vaschetta di raccolta condensa senza tracimare. Un panno in microfibra, appoggiato leggermente, assorbe l’eccesso d’acqua, evitando gocciolamenti sul telaio in plastica. Non bisogna dimenticare le estremità della batteria, dove spesso si annidano filamenti di polvere difficili da scorgere. Una seconda passata leggera, accompagnata da luce radente, assicura che l’intera superficie appaia metallica e lucente.

Procedura di pulizia delle alette esterne

L’unità esterna è esposta a smog, polveri sottili, pulviscolo stradale e, in zone marine, a salsedine; di conseguenza lo strato di sporco è spesso più compatto. Se la griglia anteriore è facilmente smontabile, la si rimuove e la si lava separatamente con acqua e detersivo neutro. Sul condensatore si inizia nebulizzando un prodotto sgrassante specifico, lasciandolo agire quanto indicato dal produttore. Successivamente si risciacqua con getto d’acqua dolce a bassa pressione, preferendo un tubo da giardino con lancia regolabile piuttosto che un’idropulitrice, il cui flusso potrebbe deformare le lamelle. L’operazione va eseguita dall’interno verso l’esterno se lo spazio lo consente, così da spingere fuori lo sporco e non comprimerlo ulteriormente fra le file di alette. Una cura particolare merita la parte inferiore, dove la ventola centrifuga tende a proiettare i detriti raccolti. Durante la pulizia si controlla lo stato delle alette: quelle piegate vanno raddrizzate delicatamente con il pettine calibrato, ristabilendo il passaggio dell’aria.

Asciugatura e rimontaggio

Dopo il risciacquo è essenziale far asciugare le batterie prima di richiudere i carter. Nell’unità interna è possibile accelerare l’evaporazione rilasciando un flusso d’aria con un ventilatore domestico puntato verso le alette, mantenendo la vaschetta della condensa sotto sorveglianza. All’esterno basta in genere la ventilazione naturale, purché la giornata sia asciutta. Quando la superficie appare perfettamente opaca e priva di goccioline, si rimontano i pannelli seguendo l’ordine inverso dello smontaggio, verificando che le viti siano serrate senza esagerare per non fendere la plastica. È buona norma lubrificare leggermente con grasso al silicone le guarnizioni in gomma, che così resteranno morbide e garantiranno la tenuta ermetica. Prima di chiudere definitivamente l’unità interna si reinserisce il filtro pulito, che dovrà intercettare gran parte della polvere nei mesi successivi, riducendo la frequenza delle future pulizie delle alette.

Test finale e verifica dell’efficienza

Al termine dell’assemblaggio si riattiva la corrente e si avvia il condizionatore alla massima potenza di raffrescamento o riscaldamento, a seconda della stagione. Dopo qualche minuto si controlla il flusso d’aria: deve risultare vigoroso, privo di vibrazioni insolite e con temperatura coerente con il settaggio scelto. Avvicinando un foglio di carta alle bocchette di mandata si percepisce la velocità del getto; se si avverte un incremento tangibile rispetto a prima della pulizia, è il segnale che le alette ora lasciano passare l’aria senza ostacoli. All’esterno il rumore del compressore può diminuire leggermente, perché la macchina raggiunge prima la temperatura di regime e riduce i giri. Monitorando i consumi elettrici sulla bolletta o tramite una presa smart si potrà notare, nei giorni successivi, un miglioramento dell’efficienza energetica, conferma concreta dell’utilità dell’intervento svolto.

Manutenzione periodica e prevenzione dei problemi

Pulire le alette non dev’essere considerata un’operazione occasionale legata solo a odori sgradevoli o cali prestazionali evidenti. Programmare un controllo visivo ogni sei mesi, con eventuale pulizia leggera annuale per l’evaporatore e più consistente per il condensatore, mantiene il sistema in salute. In ambienti particolarmente polverosi o con animali domestici, l’intervallo può ridursi a quattro mesi. Tenere sempre pulito il filtro, aspirare regolarmente la stanza in cui si trova lo split e ridurre l’apertura delle finestre nei giorni ventosi aiutano a limitare l’accumulo di sporco. Durante la stagione invernale, se l’unità esterna è poco utilizzata, una copertura traspirante protegge le alette dalla pioggia acida e dalla neve, prevenendo fenomeni di corrosione. Evitare di fumare nelle vicinanze del condizionatore, posizionare piante produttive di polline lontano dallo split ed effettuare una sanificazione professionale ogni due anni completano il quadro di una manutenzione preventiva efficace.

Categories: Lavori Domestici

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