Il certificato di stato di famiglia è un documento anagrafico rilasciato dal Comune che fotografa la composizione del nucleo residente all’interno di una stessa abitazione – coniugi, figli, ascendenti, parenti e affini conviventi – alla data dell’emissione. Dopo la “decertificazione” introdotta dall’articolo 15 della legge 183/2011, la Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi non possono più pretenderlo: in questi rapporti il cittadino deve produrre una semplice autocertificazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000, che ha lo stesso valore probatorio e non costa nulla. Il certificato resta invece necessario nei rapporti fra privati – per esempio banche, notai, assicurazioni, locazioni, pratiche ereditarie – oppure quando l’interlocutore non accetti l’autodichiarazione.
Autocertificazione: l’alternativa obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione
Chi deve dimostrare la propria situazione familiare a un ente pubblico compila una dichiarazione sostitutiva di certificazione indicando, sotto la propria responsabilità, i medesimi dati che apparirebbero sul certificato. L’ufficio è tenuto ad accettarla, salvo poi effettuare controlli a campione; l’eventuale mendacio è punito penalmente e comporta la decadenza dai benefici ottenuti.Tenere a mente questa regola consente di risparmiare tempo e, soprattutto, l’imposta di bollo prevista per i certificati destinati a soggetti privati.
Canale digitale: richiedere e scaricare il certificato online con ANPR
Dal 15 novembre 2021 tutti i residenti in Italia – e gli iscritti AIRE – possono ottenere il certificato di stato di famiglia direttamente dal portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), autenticandosi con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi . Una volta effettuato l’accesso, si seleziona la voce “Certificati”, si indica l’intestatario (se stessi o un componente della famiglia) e si sceglie il formato: in carta libera, se l’uso rientra fra i casi di esenzione, oppure in bollo. Il portale produce un file PDF firmato digitalmente, immediatamente scaricabile o inviabile via e-mail/PEC; la marca da bollo virtuale da 16 euro, se dovuta, si paga con PagoPA nello stesso flusso di richiesta. Il servizio è gratuito per i casi esenti da bollo e non prevede diritti di segreteria.
Sportello comunale: come ottenerlo di persona
Chi preferisce un certificato cartaceo può recarsi agli uffici anagrafici del proprio Comune munito di documento d’identità valido. In genere l’emissione è immediata; si compila un modulo di richiesta, si specifica il motivo (per determinare l’eventuale esenzione dal bollo) e si applica la marca da 16 euro se necessaria. Alcuni Comuni richiedono anche piccoli diritti di segreteria – di solito fra 0,26 e 0,52 euro – salvo che il certificato venga trasmesso per posta elettronica, nel qual caso tali diritti non si applicano Altri canali: uffici postali, edicole, tabaccherie e delega a terzi
Grazie alle convenzioni con ANPR, molte sedi di Poste Italiane e diversi sportelli self-service permettono di stampare il certificato: ci si autentica con SPID o documento, si indica il tipo di certificato e, se è previsto il bollo, lo si paga allo sportello insieme a un piccolo costo operativo. In alcune città si possono richiedere certificati anagrafici anche in edicola o in tabaccheria: l’esercente applica il bollo se occorre e trattiene una commissione di qualche euro per il servizio. Se l’interessato non può presentarsi, è ammessa la delega scritta accompagnata da fotocopia del documento del delegante; la prassi varia da Comune a Comune ma segue lo schema dettato dalla circolare Ministero Interno 8/2021.
Requisiti e documenti necessari
Per la modalità telematica servono credenziali SPID L2, CIE con PIN o CNS con lettore smart-card; è inoltre utile avere un metodo di pagamento digitale per l’eventuale marca da bollo. Allo sportello bastano un documento d’identità e, se richiesto, la marca fisica da 16 euro. Qualora il certificato sia richiesto per uso esente, occorre dichiarare il motivo di esenzione (per esempio procedimento giudiziario in corso, separazione, adozione, materie di lavoro) facendo riferimento alle voci dell’Allegato B del DPR 642/1972.
Costi: imposta di bollo, diritti comunali ed eventuali commissioni
La regola generale è che tutti i certificati anagrafici destinati a soggetti privati sono soggetti all’imposta di bollo pari a 16 euro. Restano esenti gli usi tassativamente previsti dalla legge (procedure di adozione, ONLUS, pratiche previdenziali, università, cause di lavoro, separazioni e divorzi, procedimenti elettorali, ecc.). A ogni certificato in bollo possono aggiungersi diritti di segreteria comunali da 0,26 a 0,52 euro e, se ci si rivolge a un intermediario come edicola o ufficio postale, una piccola commissione di sportello. I certificati scaricati da ANPR non prevedono diritti di segreteria; il sistema calcola e incassa solo l’imposta di bollo quando dovuta.
Tempi di rilascio e periodo di validità
Il rilascio è immediato online e, di norma, contestuale allo sportello fisico. Salvo che la legge disponga altrimenti, i certificati anagrafici – incluso lo stato di famiglia – hanno validità di sei mesi; oltre tale termine restano utilizzabili se l’interessato indica, in calce, che i dati non sono mutati (articolo 41 DPR 445/2000). I certificati che attestano stati non suscettibili di variazioni, come nascita o morte, hanno validità illimitata.
Formati e autenticità del documento digitale
Il file PDF generato dal portale ANPR contiene la firma elettronica qualificata del Ministero dell’Interno, visibile nei dettagli del documento. Tale firma ne garantisce l’autenticità e l’inalterabilità, cosicché il certificato può essere trasmesso via PEC o caricato su piattaforme di contratti digitali senza necessità di ulteriori autentiche. Qualora si preferisca la carta, il cittadino può stampare il PDF, applicare la marca da bollo acquistata in tabaccheria e annotare data e numero progressivo, ottenendo un esemplare valido allo stesso modo di uno rilasciato allo sportello.
Italiani all’estero iscritti AIRE
Gli italiani residenti oltreconfine iscritti all’AIRE possono scaricare certificati di stato di famiglia e di residenza dal portale ANPR, purché abbiano SPID di secondo livello o CIE rilasciata da un consolato. Alcune sedi consolari permettono anche la richiesta cartacea, ma i tempi sono più lunghi perché la pratica viene lavorata dal Comune italiano di iscrizione.
Buone prassi per evitare spese e perdite di tempo
Prima di chiedere un certificato, verificare se l’ente destinatario accetta l’autocertificazione: in molti rapporti con soggetti privati – anche banche e assicurazioni – ormai è sufficiente un modulo firmato dal dichiarante. Se il certificato è comunque necessario, il canale ANPR è il più rapido e, quando ricorre un’esenzione, del tutto gratuito; inoltre consente di ottenere più copie in pochi secondi. Se si prevede di dover presentare il documento in forma cartacea, conviene procurarsi in anticipo le marche da bollo in modo da poter stampare a casa il file e consegnarlo immediatamente. Ricordarsi infine di annotare sul retro, allo scadere dei sei mesi, che i dati non sono cambiati: il certificato così “confermato” mantiene la sua efficacia senza bisogno di richiederne uno nuovo.
Con questi accorgimenti, l’ottenimento del certificato di stato di famiglia diventa un’operazione gestibile in autonomia, rapida ed economica, pienamente conforme alla normativa sulla digitalizzazione e alle regole fiscali in vigore.